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Qualcuno
penserà o dirà subito è un classico. Ed in effetti la
mostra sulle brutture di Caltabellotta -scempi ambientali,
inadempienze amministrative, deturpazioni e furti di opere
d'arte, monumenti abbandonati, infrastrutture fatiscenti
ecc...- è stata realizzata più volte, fin dai tempi della
festa dell'Unità.
La mostra di oggi intende bypassare l'aspetto politico di
allora ed avere piuttosto l'ambizione di essere super partes,
basandosi sul senso civico che ci deve contraddistinguere in
qualità di cittadini di questa località (e di un'Europa che
sta attraversando la crisi più profonda dal dopoguerra ad
oggi) che ambiscono a livelli di civiltà e di benessere che
vanno ben oltre lo stato attuale di vivibilità del luogo.
Abbiamo attraversato in lungo ed in largo la nostra
cittadina per selezionare immagini da porre all'attenzione
di ognuno; belle e brutte, appunto, che tutti, certo,
conosciamo. Ma questo paesino dobbiamo ancora imparare a
vederlo con gli occhi del turista che, auspichiamo, un
giorno non lontano, possa prenderlo d'assalto
confrontandolo, senza timore e spontaneamente, con località
isolane come Taormina, Geraci Siculo,
S. Vito Lo Capo ecc...
Noi riteniamo che la colpa dello stato attuale di abbandono
e di degrado sia di tutti: dell'Amministrazione comunale,
per quelle che sono le sue competenze e nei limiti delle
disponibilità finanziarie e di personale; dei cittadini che,
nel tempo, si sono talmente abituati a questo apparente
stato di benessere, da delegare ad altri ogni incombenza,
rifiutandosi di operare per la collettività e per l'ambiente
in cui si trovano, inquinando, anzi, indiscriminatamente
ogni angolo e devastando col fuoco centinaia di ettari di
territorio.
Sul tema dei rifiuti dobbiamo dire che non esiste una sola
motivazione che possa giustificare chi sporca il luogo dove
vive, poiché anche costui pagherà la sua spazzatura, anche
se crede di essersene liberato. Vorremmo anche aggiungere
che con il suo operato rischia a livello penale e
pecuniario, ma la Germania, che spesso portiamo come
esempio, è lontana e, da noi, il controllo del territorio e
la coercizione sono termini molto vaghi e relativi.
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Questa
mostra, realizzata con fondi anticipati dai soci del Club
Fotografico Vortice, non vuole essere altro che una
esortazione ed un impulso, trasmessi attraverso le immagini,
ad amare sul serio e di più la nostra Caltabellotta,
comprensiva della sua frazione S. Anna, difendendola,
proteggendone le emergenze architettoniche, paesaggistiche
ed ambientali, contribuendo a mantenerla pulita anche con
l'offerta di servizio di volontariato, sforzandoci di
imitare sempre chi è più abile e sa fare meglio di noi,
denunciando i trasgressori, ignoranti, pirati, piromani e
mitomani in genere. |