# CULTURA
Cenni Storici
Da Visitare
Tradizioni
Miti e leggende
Curiosità
Editoria e Libri
Gastronomia
Associazioni e Sport
 
# NEWS & ATTUALITA'
Notizie ed attualità
Cerca News in Archivio
Mensile "La Voce"
Iniziative Web
Informazioni Varie
Come arrivare
Previsioni del Meteo
Mappa della città
 
# PHOTOGALLERY
Foto almanacco
Foto d'epoca
Scenari notturni
Disegni artistici
Natura e ambiente
 
# WEBCOMMUNITY
WebForum
Commenti
WebChat
Area Download
Webmail
Newsletter
Top Links
Scambio Banner
 
# SERVIZI UTILI
Dove mangiare
Dove dormire
Case e immobili
Prodotti tipici locali
Arte ed artigianato
Servizi e attività varie
 
 
 
Ads by PartnerWeb
 
 
 

Obiettivo Caltabellotta
Propone raccolte di immagini tematiche sulla città, sui monumenti, sul paesaggio e sulle tradizioni popolari e religiose
www.caltabellotta.net

 
     
 

Pro-Loco di Caltabellotta
Associazione di volontariato che opera per lo sviluppo del territorio e del turismo locale
prolococaltabellotta.it

 
     
 

Comune di Caltabellotta
Il sito della Rete Civica di Caltabellotta come strumento di informazione e di comunicazione con i cittadini
comune.caltabellotta.it

 
     
 

Caltabellotta Meteo
Sito Web dedicato al monitoraggio in tempo reale delle condizioni Meteorologiche sul territorio Caltabellottese
caltabellottameteo.com

 
 
 
> CALTABELLOTTA.COM > ASSOCIAZIONI, GRUPPI E ARTISTI >
ACCURSIO TRUNCALI: ARTISTA E PITTORE
 

Accursio Truncali nasce nel 1962. Frequenta a Caltabellotta le scuole dell’obbligo, quindi l’Istituto Statale d’Arte di Sciacca, il Liceo Artistico “Michelangelo” di Agrigento e l’Accademia di Belle Arti di Palermo, dove nel 1989 sotto la guida artistica di Totò Bonanno, Marcello Faletra e Salvatore Provino, consegue il Diploma di Licenza in Pittura. Ha all’attivo (dal 1983) diverse mostre personali, nonché la partecipazione a mostre collettive a carattere regionale e nazionale. Ha insegnato Discipline Pittoriche presso l’Istituto d’Arte “Picasso” di Palermo e Tecniche d’Incisione presso l’annessa Accademia di Belle Arti, dal 1993 al 1995 ha curato il settore Arti Visive del ”Guernica Club” di Palermo. Dal 1998 è inserito e quotato nel Dizionario Enciclopedico Nazionale d’Arte Contemporanea. Recentemente delle sue opere sono state inserite nel Catalogo “Artisti Italiani Contemporanei” a cura della Casa Editrice SCIROCCOEDIZIONI.COM. A Giugno 2001, ha collaborato alla installazione della scritta provocatoria “HOLLYWOOD”, dell’artista internazionale Maurizio Cattelan, sulla collina di Bellolampo a Palermo. Nel 2008, ha illustrato il volume “Lu ncontru di li nciurii” del poeta e storico caltabellottese Vincenzo C. Mulè, coadiuvandone con l’autore un video dal titolo “di petra npetra di nciuria nciuria”, con la presentazione critica del noto cantautore bolognese Claudio Lolli. A breve, verranno pubblicate dei suoi studi grafici sulla fisiognomica del noto ebreo converso caltabellottese del XV secolo Samul Bulfarachio alias Guglieimo Raimondo Moncada alias Flavio Mitridate, maestro di Cabala di Pico della Mirandola, nella prestigiosa collana “Machina Philosophorum” nel Volume del II Convegno Internazionale di Studi sulla figura di Flavio Mitridate, per conto del Comune di Caltabellotta (Ag), dell’Officina di Studi Medievali di Palermo e del Dipartimento di Civiltà Euro-Mediterranee della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Palermo, a cura del Prof. Mauro Perani insegnante di Ebraico, all’Università di Bologna.  Vive ed opera (lontano dal branco) in un quartiere periferico di Palermo.

Della sua attività artistica hanno scritto:
Giovanni Adelfio, Claudio Alessandri, Pino Arcario, Francesco Carbone, Alberto Castiglione, Leonardo Cusumano, Pinuccia Diecidue, Salvo Ferlito, Giacomo Glaviano, Mauro Li Vigni, Claudio Lolli, Vincenzo C. Mulè, Francesca D. Musacchia, Laura Oddo, Giuseppe Pantano, Clara Picciotto, Salvatore Rizzuti, Daniela Thomas, Emilia Valenza.

 
OPERE DELL'ARTISTA

Le Opere dell'artista sono disponibili su Caltabellotta.com nella sezione fotografica "Disegni". Clicca qui per accedervi

 
RECENSIONI

(…) Accursio Truncali è un personaggio dall’animo nobile e dal sorriso pronto che riesce a trasmettere una strana calma nell’interlocutore; ma dietro questo sorriso e questa tranquillità si cela l’uomo con i suoi conflitti psicologici, che soffre per le numerose iniquità di questa società, per l’impotenza di una giustizia che non riesce ad essere tale.
E quest’uomo si tuffa nel mondo innocente del bambino, in quel mondo dove spontaneità ed essenzialità si fondono e danno origine ad un essere più umano. Leonardo Cusumano, 1992

(…) Truncali non approda mai ad uno stile definito eppure ne esiste uno, non predilige alcuni materiali eppure non si allontana molto dall’uso di certi prodotti, ma ciò che risulta determinante ai fini della creazione della sua complessità figurativa è la capacità di porre continuamente in dubbio se stesso. Giungere in prossimità di un traguardo ambito significa ottenere una gratificazione personale incommensurabile, ma significa anche allontanarsi irrimediabilmente dal proprio nucleo creativo più autentico. Truncali sembra aver fatto sua la lezione del grande filosofo dell’epoca romana, secondo il quale sul passato la sorte ha perduto ogni potere, diventando così la parte più sacra e inviolabile del nostro tempo, ma ciò che importa è invece il presente, tanto breve da poter sembrare inesistente, sempre in movimento poiché scorre, precipita, in definitiva, cessa di essere prima ancora di arrivare. Nella loro capacità decompositiva le opera di Truncali fermano il tempo un attimo prima dell’arrivo del presente, l’unione di quei singoli elementi arriverà subito dopo, ma quello è già futuro. Mauro Li Vigni, 1992

(…) Nelle gallerie di livello lo spazio è indecifrabile e i tratti essenziali di alcuni personaggi diventano apocalittici e mostruosi. Qui dove tutto si fa opaco, Accursio Truncali invoca l’esperienza del sublime, con l’aiuto di attori animaleschi e rudimentali, per sempre compromessi con la cronaca. La materia fisica eccita figure deboli, grovigli brulicanti, masse dilatate, persi nel vertiginoso naufragio (ilinx). (…)Giovanni Adelfio, 1993

(…) La produzione artistica di Truncali si muove nei binari di una rappresentazione di matrice dubuffettiana e legata ad un certo dadaismo tedesco. Questo collage è insieme una pittura informale e una trasformazione ironica della figura, è il frutto di una più stretta fusione tra lezione di colore e i materiali ritagliati, che diventano essi stessi, campiture tonali sul foglio. (…) Emilia Valenza, 1993

(…) L’intuito di Accursio sta proprio qui: nel cercare un approdo ad un mondo ideale, eterno, passato e futuro, non questo presente, privo di valori, di anima, per l’appunto. Quel che si evidenzia in Accursio è infatti la confusione, il caos, ma dalle sue opere traspare la coscienza del passato e la ricerca di un futuro mediati dalla disperazione del presente.
Un finale troppo pessimista? Ma a che serve la stupida, ipocrita allegrezza che tiene a freno la massa dei non pensanti?
Salvatore Rizzuti, 1994

A.T. : Accursio Truncali. Oppure : Alessandro Turturici.
Iniziano allo stesso modo i loro nomi, così come, in un certo senso, iniziano nello stesso luogo le loro vite: a Caltabellotta, dall’arabo qal’at-ballut, “la rocca delle querce”. Robusti come querce, infatti, bisogna certamente essere, per riuscire ad affrontare quel “mostro”terrifico che ciascuno di noi ha dentro (…)
Accursio : implodente, macerante, irrazionale, Alessandro esplosivo protagonista razionalissimo (…) quanto sostanzialmente simili nella tensione creativa che li spinge a rompere con le cristalizzazioni del Banale e del Consueto. E’ questo- l’augurio di scovare ed impattare il mostro– il messaggio che auspichiamo possano accendere nelle coscienze le opere di questi due giovani artisti. Daniela Thomas, 1994

(…) Disegni ad inchiostro nero: fluido magico, racchiuso in un astuccio di gomma chiara; e a matita (la grafite), minerale molto caro ad Accursio. Strumenti indispensabili—assieme alla carta—che uniti alla vena creativa e all’abilità tecnica, aiutano l’autore “ a scovare, impattando quel mostro terrifico che vive “dentro” di noi (D.Thomas), dandogli un volto, rendendolo manifesto. C’è in ultima analisi, una bella intuizione sentita e suggerita: quella di mirare con precisione verso un punto, un punto comune che dobbiamo forse ancora individuare dentro e fuori di noi, nel nostro sguardo, nella nostra espressione; come nello sguardo e nell’espressione degli altri, al di là delle barriere che innalziamo persino davanti a noi stessi, nello specchio che ci riflette.
Francesca Donatella Musacchia, 1996

(…) I collages, le sculture e le grafiche di Accursio Truncali, tendono,
appunto, a sottolineare l’evidente massificazione di un mondo pervaso da pulsioni autodistruttive. L’uomo è succube delle macchine e non sereno fruitore di strabilianti conquiste esaltanti il genio umano, giace impotente, fulminato in un “attimo infinito”a prolungare un dolore universale che Truncali ben sintetizza in sculture assemblando “le viscere” di ciò che rimane di corpi metallici rimbombanti di un vuoto freddo e pauroso, simulacri pietrificati di un modernismo frainteso.(…)
Claudio Alessandri, 1997

(…) L’esperienza ha maturato in lui la possibilità che qualsiasi elemento, naturale o creato dall’uomo, può essere osservato attraverso l’occhio dell’intervento intenzionale. Quando si esprime attraverso le sue operazioni artistiche, siano esse quadri o installazioni, Accursio ama raccontare storie comuni a tutti gli uomini in modo non comune, per dare la possibilità di vedere con occhio nuovo, rappresentazioni oniriche dell’immaginario collettivo che sembrano volerci dire: “ fermati un attimo, lascia tutto, guarda e………. Enzo Mulè, 1998

(…) In Truncali, coesiste superbamente l’irrazionale casualità del simbolo cartaceo– sottratto alle pagine di riviste patinate o depliants di note marche automobilistiche– e il contesto in cui lo stesso si rimaterializza.Collages (pittorici), ma di un colore brumale, assordante: aggettivi suggeriti dagli elementi “scelti”. Collages vicini alla Mec Art, in quanto “la pittura” viene fuori dai colori tipografici anziché dai tubetti di colori generalmente usati dai pittori. (…) Francesco Carbone, 1998

(…) Truncali nega che i suoi assemblaggi e i suoi collages nascano da una premeditazione, ma è innegabile che il suo fare artistico soggiaccia ad una linea guida: l’evidenziazione dei cortocircuiti insiti negli attuali modelli di comunicazione. In questa ricerca– forse incoscia– dei non sense, l’artista agrigentino si riallaccia alla grande tradizione avanguardista dadaista e surrealista, rivitalizzandola con autonomi apporti personali. E’sufficiente guardare l’enorme gallina di “Odalisk”, immortalata nell’atto di covare una montagna di cerchioni d’automobile, per rendersene conto.
Salvo Ferlito, 2001

(…) La mia conoscenza di Accursio Truncali e delle sue realizzazioni artistiche, risale a parecchi anni addietro ed è ancora viva in me una sensazione di pressante curiosità, a destare vivo interesse non furono solo le opere di Accursio, ma Accursio stesso, il suo modo di esprimere le sensazioni che lo avevano stimolato a creare qualcosa di non convenzionale. Cercai allora di studiare senza pregiudizi le opere di questo artista mondando la mia mente da stili, tendenze e scorie accademiche. Riuscii allora a comprendere? Ad interpretare correttamente un’idea senza “attossicarla” con dissertazioni vuote e forvianti l’idea di Accursio? Non lo so ed ancor oggi me lo chiedo, sempre in attesa di una controprova, una specie di esame di riparazione che giungesse a fare giustizia sulla mia idea e quella dell’artista. Oggi mi si ripresenta l’occasione tanto attesa, le opere realizzate da Accursio in questi ultimi anni rispondono ai miei interrogativi, forse esaurendo un’incertezza che meritava una conferma, quella testimonianza intellettiva e quindi visiva che giunge a veicolare idee e concetti finalmente arricchiti da un pathos che tutto avvolge in un’aura di pensieri puri, contenenti “l’idea” senza esibizioni personalistiche di abilità espressiva; solo concetti, colore violento e simbolismi che affascinano nella loro cruda, spaventosa realtà. Fin dalla notte dei tempi e presso quasi tutte le popolazioni di nazioni che diffidavano di altre civiltà difendendo con accanimento le loro identità religiose e culturali, veri e propri baluardi impenetrabili a qualsiasi influenza esterna e questo per svariati secoli, il cerchio costituiva per tutti un simbolo, anzi “il simbolo” della perfezione e, prima ancora che figura geometrica tangibile, simbolo astronomico, geografico e religioso. Che la figura circolare sia il massimo della perfezione, venne condiviso ed applicato nei più svariati campi, eleggendolo a simbolo di tutte le civiltà progredite. Accursio Truncali non nega questo primato, ma dotato di grande creatività, dote indispensabile per un artista, ma anche di profonda razionalità, scorge nella forma circolare, non l’aspetto esoterico e spirituale ma l’inizio di un percorso lungo secoli e che gli esseri umani hanno trasformato in un simbolo di distruzione universale. Il simbolismo di Truncali non può basarsi sulla “pura” forma circolare, ma la rappresenta con l’evidenza disarmante di un cerchio d’automobile.
Una infinità di cerchi, piccoli, grandi, semplici ed elaborati, tutti comunque mischiati in un caos che confonde e terrorizza. Quei cerchi permettono alle automobili di muoversi, di correre all’impazzata, di uccidere sull’asfalto di una moderna autostrada o, più subdolamente, sprigionando nell’aria che respiriamo tonnellate di un veleno silente che intossica e lentamente uccide, permettendo a milioni di motori di sviluppare la loro micidiale potenza. Ecco perché Accursio non vede in quei cerchi simboli, più o meno, rappresentanti spiritualità. Il culmine dell’evidenza dell’affermarsi di una società schiacciata dalla frenesia produttiva, Accursio lo raggiunge quando “assembla” cerchioni di automobili, chiavi inglesi incrociate come ulne di una bandiera pirata; perché quei simboli stanno ad indicare sfruttamento, sofferenza e morte a solo vantaggio per uno sparuto numero di super ricchi che, altro elemento rappresentato occultano quel mondo infernale, coprendo gli occhi di un neonato con due cerchi di automobile, per impedirgli di guardare il suo mondo che va in rovina? O per condizionarlo fin dalla nascita come un diabolico “imprinting?”. Ed ancora, corpi come contenitori privi di ogni consistenza carnale ricolmi di quel simbolo, altrettanto con il telefono, anch’esso saturo di cerchi, collegato alla cornetta, cioè l’unico mezzo per chiedere soccorso, con un filo di ferro spinato, chiaro simbolo di costrizione, corporale, mentale e spirituale. Straordinariamente efficace ad esprimere l’idea di Truncali che cavalca un cavallo impazzito che scavalca fiumi, burroni e montagne, pur di affermare un concetto che ritiene, a ragione, imprescindibile per donare all’umanità la residua speranza di un riscatto che non è utilitaristico egoismo, ma dono sublime all’intero Creato. Come ignorare il sublime messaggio di questo solitario ed eccentrico artista quando rappresenta una chioccia che cova amorevolmente un cumulo di tondini elegantemente traforati come splendidi gioielli e che, invece, sono ancora una volta cerchi per automobili che il calore del suo corpo dischiuderà ad altri “micidiali cerchietti”. Il pericolo atomico, le mostruosità della natura, uomini ed uccelli illuminati da un sole malato che saetta i suoi strali di fuoco, non per accarezzare, ma per distruggere, corpi e speranze in un riscatto che solo ascoltando le voci limpide come quella di Truncali, si potrà sperare in un futuro che, forse, non ci riguarderà direttamente, ma certamente i nostri figli ed i figli dei loro figli fino al naturale spegnersi del fuoco solare, fra milioni di anni. Facciamo allora un esame di coscienza al termine del quale potremo capire l’intimo senso delle opere di Accursio Truncali apprezzandole come chiari segnali di un futuro artistico sempre più maturo, non intendo tecnicamente, quella caratteristica è evidente e pregnante, ma nel profondo del sentire cerebrale, costringendo gli osservatori delle sue opere a comprendere l’arte come veicolo insostituibile di cultura e quindi di civiltà, di benessere e d’amore universale.
Claudio Alessandri, Scrittore e critico d'arte, 2007

(…) Accursio: salvarsi la vita con l’arte.
Piazza bella piazza, ci passò un artista…ho avuto la fortuna d’incontrare Accursio Truncali a Palermo, vidi i suoi ultimi lavori grafici dedicati al suo paese natale, anzi ai suoi compaesani e alle “nciurie” (ingiurie) che identificano gli stessi, attraverso forme apocalittiche e ferocemente delicate, che vivono di luce onirica. Pur essendo, per sua natura un artista riflessivo, Accursio, come uomo è perennemente elettrizzato, vive il suo tempo con intensità…che difficilmente qualcuno può andargli dietro…lui mi dice: “gl’incubi vanno veloci, non posso perder tempo…devo raggiungerli per dargli subito una forma… Ad Accursio, che forse non sa come le sue parole fatte forma siano importanti per me. Spero che anche le mie lo siano (state?) per lui.
Claudio Lolli, Cantautore bolognese, 2008

(...) Ritrovo, dopo molti anni, l'artista lasciato un 'semplice' studente di discipline pittoriche. Ritrovo, dopo molti anni, l'amico impegnato in un percorso di vita che lo vede protagonista di azioni, concetti e turbamenti espressi attraverso la pittura e la scultura. Ritrovo Accursio truncali. L’uomo-artista maturo e attento alle cose della vita esteriore e della vita interiore, nonché della non-vita, ossia quell’assurda condizione di angoscia e di degrado verso la quale ogni creatura e ogni valore oggi sembrano scivolare. Un piacevole ritorno al passato attraverso un labirinto di ricordi, mentre ripercorro immagini quasi crude e violente allo sguardo: le sue opere. Esplosione di colori rosso fuoco e d'azzurro, forza contro forza, la nostra isola incandescente e antropomorfica, in un mare blu che invita a riflettere e incita alla lotta contro uno dei peggiori mali: la mafia. Con due occhi smarriti che paiono ricordare non solo i nostri, ancora attoniti ad osservare quanto è accaduto e quanto ancora accade, ma anche gli occhi di chi ha deciso di non voler più guardare per non soccombere. Galleria di antropomorfiche figure da cui emerge il turbamento nascosto dell’uomo. L’uomo immerso nel nostro complicato post-moderno... ora ad accese , ora a fosche tinte... figura senza braccia, incatenata, assemblata ad ingranaggi che la rendono prigioniera...ora animale, ora creatura...ora sorretta da bulloni e molle ora inglobata un più definito manichino di donna rivestito da originali corpetti di uno strano pizzo: innumerevoli copricerchi, laddove ogni cerchio si richiude disperato e al contempo armonico, nell’attesa che tutta la forza di entrambi (uomo e donna) possa ritornare alla natura, al ventre materno, alla fusione totale, all’amore. Così era Siso già da allora, profondamente perduto nel dilemma universale: credere o non credere,amare o non amare, perché ci siamo, chi siamo, cosa dobbiamo fare? E muovendo da un'analisi puramente semantica del titolo dell’opera 'Mio Car Dio' se ne ravvisa l'essenza 'non visibile agli occhi', il pensiero estremo che da sempre ne agita l’animo, che fonde l'immagine del 'miocardio' col significante nascosto di esso: MIO CARO DIO... sacralità e anatomia che si fondono quasi in una supplica alla ricerca di un perchè e, in assenza di risposte, quasi un disconoscimento del Supremo: atri e ventricoli contro fiamme d'amore nel petto dell'unico Uomo che l'umanità fatica a riconoscere, in un tempo in cui è diventato difficile credere...
L'uomo e l'eterna questione della vita e della morte...il fine ultimo, il senso non compreso nell’attesa spasmodica, nel profondo dualismo che muove ogni sua opera , contrapponendo gli aspetti della vita dell’ uomo stesso ora conclamato artista. Il vecchio ‘compagno di scuola’ (seppure di una scuola diversa) e dell’adolescenza, con il quale ho condiviso momenti di pensiero assoluto, di meditazione e anche di tanta allegria, lungo quelle strade che portavano al futuro. Aspettavamo anche allora, volando come Dedalos con ali di cera, non sospettando con piena consapevolezza che un giorno ci saremmo dovuti fermare a riflettere se seguire la freccia indicante il suolo a cui ancorarsi o se riprendere il volo. Forse entrambe le cose, alternandosi tra due poli che ancora concorrono a far crescere l’uomo e a consolidare l’artista, in un viaggio che non avrà mai fine, tra volti che ruotano nel colore, occhi sgranati e sorrisi in smorfie di raccapriccio…
Ma in tutto questo emerge una speranza: una croce la quale, seppure installata in un luogo tendenzialmente opposto,( semplice dualità conflittuale o lotta per affermare il vero potere uomo contro Dio?) ne esemplifica quella positività che è prerogativa delle persone profonde e speciali: forse qualcosa c’è al di sopra di tutto, a guidare i passi dell’umanità. Nell'attesa di questo qualcosa che possa dare una ragione all'agonia in cui il nostro post-moderno si attarda, la sua arte, seppure accompagnata da un grande talento, diventa sublimazione e catarsi, mentre il tempo pare fermarsi come impigliato in uno scenario innaturale e desolato, in cui solo antropomorfiche sagome ne indicano la rapida evoluzione verso un divenire che dia un senso alle cose. Che ne giustifichi l'esistenza. Che ne avvalori l'ipotesi della ricerca, dell'introspezione e della lotta. E, soprattutto, che ne smussi il turbamento. Dando piccole felicità, 'en attendant'. Per il resto, lascio ai competenti in materia ogni altro dire... Siso è Siso, nelle sue opere così come nella vita, l'artista che non finirà mai di ricercare il senso e l'essenza d'ogni cosa… L’artista che non finirà mai di stupirci.
Rosa Bavetta (Scrittrice)

 
MOSTRE

Mostre personali:
1983 Grafiche e Pitture - Festa de l’Unità, Caltabellotta (Ag)
1984 Grafiche e Pitture - Festa de l’Unità, Caltabellotta, (Ag)
1984 Grafiche, Pitture, Collages... - Municipio, Ribera (Ag)
1992 Appunti di viaggio - Collages ed altro, Caltabellotta (Ag)
1993 Truncali o della transitorietà dell’opera d’arte, Palermo
1993 Truncali/Ganci-1x1, Guernica Club, Palermo
1994 Truncali/Turturici,Tracce e Memorie, Monreale, (Pa)
1996 Ritratti: in profondità, nelle viscere, Badia, Caltabellotta (Ag)
1999 Incontro: Mulè/Truncali, Sant’Anna di Caltabellotta (Ag)
2001 accursiotruncali, in itinere…, Villa Niscemi, Palermo
2007 Triantropika, Badia, Caltabellotta (Ag)
2007 1° Festival dei Giovani, PalaOreto, Palermo
2008 Selezione d'autore, Ex noviziato dei Crociferi, Palermo

Mostre Collettive:
1985 Grafica e Fotografia, Biblioteca Comunale, Caltabellotta, (Ag)
1986 Futuro è già, Accademia di Belle Arti, Palermo
1987 Futuro è già 2, Accademia di Belle Arti, Palermo
1988 Il cavallo immaginato, Fondazione Whitaker, Palermo
1988 Futuro è già 3, Accademia di Belle Arti, Palermo
1992 Indiani d’America, Palermo e Caltabellotta, (Ag)
1992 Ass. ex A.C., Ars Nova, Real Ospizio Giachery, Palermo
1993 Rassegna di artisti contemporanei, Casteldaccia (Pa)
1993 V Mostra Malacologica “Mandralisca”, Cefalu’, (Pa)
1994 Maggio alla Magione, Piazza Magione, Palermo
1994 Il segno di un’arte, Real Albergo dei Poveri, Palermo
1996 Qal’at Art, Badia, Caltabellotta, (Ag)
1998/99 Premio Internazionale Permanente “OGGIFUTURO”, Reggio Calabria
1999 XXX Premio Primavera, Mostra Nazionale di Pittura e B/N, Foggia
1999 Mostra Internazionale d’Arte Contemporanea, Mesola (Ferrara)
2000 8° Festival Internazionale di Pittura Contemporanea, Sanremo (Imperia)

Riferimenti Bibliografici:
1983 Grafiche e Pitture, Festa de l’Unità Caltabellotta- Presentazione in catalogo di Pino Arcario
1984 Grafiche, Pitture e Collages, Palazzo Municipale Ribera- Presentazione in catalogo di Pino Arcario
1985 Grafiche e Fotografie, Biblioteca Comunale Caltabellotta- Presentazione in catalogo di Vincenzo Mulè
1986 Futuro è Già, Accademia di Belle Arti Palermo, Presentazione in catalogo di Francesco Carbone
1987 Futuro è Già 2, Accademia di Belle Arti Palermo, Presentazione in catalogo di Salvatore Provino
1988 Futuro è Già 3, accademia di Belle Arti Palermo, Presentazione in catalogo di Aurelio Buono
1992 Indiani d’America, Circolo di Cultura “Italia” Caltabellotta, Presentazione in catalogo di Daniela Thomas e Vincenzo Mulè
1992 Indiani d’America, Associazione Culturale “Picasso” Palermo, Presentazione in catalogo di Francesco Carbone
1992 Appunti di viaggio, Circolo di Cultura “Italia” Caltabellotta, Presentazione in catalogo di Leonardo Cusumano e Vincenzo Mulè
1993 Truncali o della transitorietà dell’opera d’arte, Associazione Culturale “Picasso” Palermo, presentazione in catalogo di Mauro Li Vigni
1993 Un mese a Palermo mensile, Palermo, presentazione di Mauro Li Vigni
1993 Truncali-Ganci 1X1 Guernica Club, Palermo, presentazione in catalogo di Giovanni Adelfio
1993 Truncali, quando l’incoscio trasforma in un incubo la realtà…Giornale di Sicilia, Emilia Valenza
1993 Rassegna di Artsti contemporanei, Casteldaccia (Pa) presentazione in catalogo di Francesco Carbone
1993 V Mostra Malacologica Museo “Mandralisca”, Cefalù (Pa) presentazione in catalogo AA.VV.
1994 Tracce e Memorie Truncali-Turturici, Associazione Culturale “A. Pantaleo” Monreale (Pa) presentazione in catalogo di Salvatore Rizzuti e Vincenzo Mulè
1994 Il segno di un’arte, Real Albergo dei Poveri, Palermo, presentazione in catalogo di Giusi Bertini e Francesco Carbone
1994 Nell’avventura del segno,Palermo Mensile della Provincia, presentazione di Laura Oddo
1996 ritratti in profondità, nelle viscere, Badia Caltabellotta (Ag) presentazione in catalogo di Francesca Donatella Musacchia e Maria Iacono
1996 l’Otto&Mezzo mensile, Sciacca (Ag) presentazione di Giacomo Glaviano
1998 City News Caltabellotta (Ag) presentazione di Paolo Fisco
1998 Premio internazionale “OGGIFUTURO” Reggio Calabria presentazione in catalogo AA.VV.
1999 INCONTRO Mulè-Truncali, Sant’Anna di Caltabellotta presentazione in catalogo degli autori
1999 OggiSicilia quotidiano, le foto e collages di Mulè e truncali, presentazione di Clara Picciotto
1999 XXX Premio primavera-Mostra Nazionale di Pittura e B/N Foggia, presentazione in catalogo AA.VV.
1999 Mostra Internazionale d’Arte Contemporanea 7° Premio “R: Brindisi” Mesola (Ferrara) presentazione in catalogo AA.VV.
2000 8° Festival Internazionale di pittura Contemporanea, Sanremo (Imperia) presentazione in catalogo AA.VV.
2001 accursiotruncali, in itinere… villa Niscemi, Palermo, presentazione in catalogo di Francesco Carbone
2001 Accursio Truncali, Mediterraneo Magazine, presentazione di Salvo Ferlito
2001 Volume Arte Italiana dal Novecento ad oggi, AA.VV.
2007 Triantropika, Badia Caltabellotta(Ag) presentazione in catalogo di Claudio Alessandri
2007 1° Festival dei giovani, Palaoreto Palermo, presentazione in catalogo di Alberto Castiglione
2008 illustrazione del Volume “Lu ncontru di li nciurii” di Vincenzo Mulè, presentazione di Vincenzo Venezia e Alberto Castiglione
2008 DVD “di petra npetra di nciuria nciuria, presentazione di Claudio Lolli
2008 La Voce mensile Caltabellotta (Ag) presentazione di Pinuccia Diecidue
2008 Momenti mensile Ribera (Ag) presentazione di Pinuccia Decidue
2008 Balarm.it mensile Palermo, presentazione di Rabio Ricotta
2008 Selezione d’Autore, mostra Nazionale d’Arte Contemporanea, ex Noviziato dei Crociferi alla Kalsa, presentazione di Sebastiano Caracozzo

 

Caltabellotta.com - Il Portale della Città di Caltabellotta
© 1999/2010 - Tutti i diritti sono riservati

Progetto e realizzazione tecnica a cura di Antonino MULE'
Gestione a cura di Antonino MULE' e Accursio CASTROGIOVANNI