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ACCURSIO TRUNCALI: PICTOR

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Accursio Truncali nasce nel 1962. Frequenta a Caltabellotta (Ag) le scuole dell’obbligo, quindi l’Istituto Statale d’Arte di Sciacca, il Liceo Artistico “Michelangelo” di Agrigento e l’Accademia di Belle Arti di Palermo, dove nel 1989, sotto la guida artistica di Marcello Faletra e Salvatore Provino, consegue il Diploma di Licenza in Pittura.
Ha all’attivo (dal 1983) diverse mostre personali, nonché la partecipazione a mostre collettive a carattere regionale e nazionale.
Ha insegnato Discipline Pittoriche presso l’Istituto d’Arte “Picasso” di Palermo e Tecniche d’Incisione presso l’annessa Accademia di Belle Arti, dal 1993 al 1995 ha curato il settore Arti Visive del ”Guernica Club” di Palermo. Dal 1998 è inserito e quotato nel Dizionario Enciclopedico Nazionale d’Arte Contemporanea. Vive ed opera (lontano dal branco) in un quartiere periferico di Palermo.

 
OPERE DELL'ARTISTA

Le Opere dell'artista sono disponibili su Caltabellotta.com nella sezione fotografica "Disegni". Clicca qui per accedervi

 
RECENSIONI

(…) Accursio Truncali è un personaggio dall’animo nobile e dal sorriso pronto che riesce a trasmettere una strana calma nell’interlocutore; ma dietro questo sorriso e questa tranquillità si cela l’uomo con i suoi conflitti psicologici, che soffre per le numerose iniquità di questa società, per l’impotenza di una giustizia che non riesce ad essere tale.
E quest’uomo si tuffa nel mondo innocente del bambino, in quel mondo dove spontaneità ed essenzialità si fondono e danno origine ad un essere più umano. Leonardo Cusumano, 1992

(…) Truncali non approda mai ad uno stile definito eppure ne esiste uno, non predilige alcuni materiali eppure non si allontana molto dall’uso di certi prodotti, ma ciò che risulta determinante ai fini della creazione della sua complessità figurativa è la capacità di porre continuamente in dubbio se stesso. Giungere in prossimità di un traguardo ambito significa ottenere una gratificazione personale incommensurabile, ma significa anche allontanarsi irrimediabilmente dal proprio nucleo creativo più autentico. Truncali sembra aver fatto sua la lezione del grande filosofo dell’epoca romana, secondo il quale sul passato la sorte ha perduto ogni potere, diventando così la parte più sacra e inviolabile del nostro tempo, ma ciò che importa è invece il presente, tanto breve da poter sembrare inesistente, sempre in movimento poiché scorre, precipita, in definitiva, cessa di essere prima ancora di arrivare. Nella loro capacità decompositiva le opera di Truncali fermano il tempo un attimo prima dell’arrivo del presente, l’unione di quei singoli elementi arriverà subito dopo, ma quello è già futuro. Mauro Li Vigni, 1992

(…) Nelle gallerie di livello lo spazio è indecifrabile e i tratti essenziali di alcuni personaggi diventano apocalittici e mostruosi. Qui dove tutto si fa opaco, Accursio Truncali invoca l’esperienza del sublime, con l’aiuto di attori animaleschi e rudimentali, per sempre compromessi con la cronaca. La materia fisica eccita figure deboli, grovigli brulicanti, masse dilatate, persi nel vertiginoso naufragio (ilinx). (…)Giovanni Adelfio, 1993

(…) La produzione artistica di Truncali si muove nei binari di una rappresentazione di matrice dubuffettiana e legata ad un certo dadaismo tedesco. Questo collage è insieme una pittura informale e una trasformazione ironica della figura, è il frutto di una più stretta fusione tra lezione di colore e i materiali ritagliati, che diventano essi stessi, campiture tonali sul foglio. (…) Emilia Valenza, 1993

(…) L’intuito di Accursio sta proprio qui: nel cercare un approdo ad un mondo ideale, eterno, passato e futuro, non questo presente, privo di valori, di anima, per l’appunto. Quel che si evidenzia in Accursio è infatti la confusione, il caos, ma dalle sue opere traspare la coscienza del passato e la ricerca di un futuro mediati dalla disperazione del presente.
Un finale troppo pessimista? Ma a che serve la stupida, ipocrita allegrezza che tiene a freno la massa dei non pensanti?
Salvatore Rizzuti, 1994

A.T. : Accursio Truncali. Oppure : Alessandro Turturici.
Iniziano allo stesso modo i loro nomi, così come, in un certo senso, iniziano nello stesso luogo le loro vite: a Caltabellotta, dall’arabo qal’at-ballut, “la rocca delle querce”. Robusti come querce, infatti, bisogna certamente essere, per riuscire ad affrontare quel “mostro”terrifico che ciascuno di noi ha dentro (…)
Accursio : implodente, macerante, irrazionale, Alessandro esplosivo protagonista razionalissimo (…) quanto sostanzialmente simili nella tensione creativa che li spinge a rompere con le cristalizzazioni del Banale e del Consueto. E’ questo- l’augurio di scovare ed impattare il mostro– il messaggio che auspichiamo possano accendere nelle coscienze le opere di questi due giovani artisti. Daniela Thomas, 1994

(…) Disegni ad inchiostro nero: fluido magico, racchiuso in un astuccio di gomma chiara; e a matita (la grafite), minerale molto caro ad Accursio. Strumenti indispensabili—assieme alla carta—che uniti alla vena creativa e all’abilità tecnica, aiutano l’autore “ a scovare, impattando quel mostro terrifico che vive “dentro” di noi (D.Thomas), dandogli un volto, rendendolo manifesto. C’è in ultima analisi, una bella intuizione sentita e suggerita: quella di mirare con precisione verso un punto, un punto comune che dobbiamo forse ancora individuare dentro e fuori di noi, nel nostro sguardo, nella nostra espressione; come nello sguardo e nell’espressione degli altri, al di là delle barriere che innalziamo persino davanti a noi stessi, nello specchio che ci riflette.
Francesca Donatella Musacchia, 1996

(…) I collages, le sculture e le grafiche di Accursio Truncali, tendono,
appunto, a sottolineare l’evidente massificazione di un mondo pervaso da pulsioni autodistruttive. L’uomo è succube delle macchine e non sereno fruitore di strabilianti conquiste esaltanti il genio umano, giace impotente, fulminato in un “attimo infinito”a prolungare un dolore universale che Truncali ben sintetizza in sculture assemblando “le viscere” di ciò che rimane di corpi metallici rimbombanti di un vuoto freddo e pauroso, simulacri pietrificati di un modernismo frainteso.(…)
Claudio Alessandri, 1997

(…) L’esperienza ha maturato in lui la possibilità che qualsiasi elemento, naturale o creato dall’uomo, può essere osservato attraverso l’occhio dell’intervento intenzionale. Quando si esprime attraverso le sue operazioni artistiche, siano esse quadri o installazioni, Accursio ama raccontare storie comuni a tutti gli uomini in modo non comune, per dare la possibilità di vedere con occhio nuovo, rappresentazioni oniriche dell’immaginario collettivo che sembrano volerci dire: “ fermati un attimo, lascia tutto, guarda e………. Enzo Mulè, 1998

(…) In Truncali, coesiste superbamente l’irrazionale casualità del simbolo cartaceo– sottratto alle pagine di riviste patinate o depliants di note marche automobilistiche– e il contesto in cui lo stesso si rimaterializza.Collages (pittorici), ma di un colore brumale, assordante: aggettivi suggeriti dagli elementi “scelti”. Collages vicini alla Mec Art, in quanto “la pittura” viene fuori dai colori tipografici anziché dai tubetti di colori generalmente usati dai pittori. (…) Francesco Carbone, 1998

(…) Truncali nega che i suoi assemblaggi e i suoi collages nascano da una premeditazione, ma è innegabile che il suo fare artistico soggiaccia ad una linea guida: l’evidenziazione dei cortocircuiti insiti negli attuali modelli di comunicazione. In questa ricerca– forse incoscia– dei non sense, l’artista agrigentino si riallaccia alla grande tradizione avanguardista dadaista e surrealista, rivitalizzandola con autonomi apporti personali. E’sufficiente guardare l’enorme gallina di “Odalisk”, immortalata nell’atto di covare una montagna di cerchioni d’automobile, per rendersene conto.
Salvo Ferlito, 2001

 
MOSTRE
Mostre personali:
1983 Grafiche e Pitture - Festa de l’Unità, Caltabellotta (Ag)
1984 Grafiche e Pitture - Festa de l’Unità, Caltabellotta, (Ag)
1984 Grafiche, Pitture, Collages... - Municipio, Ribera (Ag)
1992 Appunti di viaggio - Collages ed altro, Caltabellotta (Ag)
1993 Truncali o della transitorietà dell’opera d’arte, Palermo
1993 Truncali/Ganci-1x1, Guernica Club, Palermo
1994 Truncali/Turturici,Tracce e Memorie, Monreale, (Pa)
1996 Ritratti: in profondità, nelle viscere, Badia, Caltabellotta (Ag)
1999 Incontro: Mulè/Truncali, Sant’Anna di Caltabellotta (Ag)
2001 accursiotruncali, in itinere…, Villa Niscemi, Palermo

Mostre Collettive:
1985 Grafica e Fotografia, Biblioteca Comunale, Caltabellotta, (Ag)
1986 Futuro è già, Accademia di Belle Arti, Palermo
1987 Futuro è già 2, Accademia di Belle Arti, Palermo
1988 Il cavallo immaginato, Fondazione Whitaker, Palermo
1988 Futuro è già 3, Accademia di Belle Arti, Palermo
1992 Indiani d’America, Palermo e Caltabellotta, (Ag)
1992 Ass. ex A.C., Ars Nova, Real Ospizio Giachery, Palermo
1993 Rassegna di artisti contemporanei, Casteldaccia (Pa)
1993 V Mostra Malacologica “Mandralisca”, Cefalu’, (Pa)
1994 Maggio alla Magione, Piazza Magione, Palermo
1994 Il segno di un’arte, Real Albergo dei Poveri, Palermo
1996 Qal’at Art, Badia, Caltabellotta, (Ag)
1998/99 Premio Internazionale Permanente “OGGIFUTURO”, Reggio Calabria
1999 XXX Premio Primavera, Mostra Nazionale di Pittura e B/N, Foggia
1999 Mostra Internazionale d’Arte Contemporanea, Mesola (Ferrara)
2000 8° Festival Internazionale di Pittura Contemporanea, Sanremo (Imperia)
 

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