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ACCURSIO TRUNCALI: ARTISTA E PITTORE |
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Accursio Truncali
nasce nel 1962. Frequenta a Caltabellotta le scuole
dell’obbligo, quindi l’Istituto Statale d’Arte di Sciacca,
il Liceo Artistico “Michelangelo” di Agrigento e l’Accademia
di Belle Arti di Palermo, dove nel 1989 sotto la guida
artistica di Totò Bonanno, Marcello Faletra e Salvatore
Provino, consegue il Diploma di Licenza in Pittura. Ha
all’attivo (dal 1983) diverse mostre personali, nonché la
partecipazione a mostre collettive a carattere regionale e
nazionale. Ha insegnato Discipline Pittoriche presso
l’Istituto d’Arte “Picasso” di Palermo e Tecniche
d’Incisione presso l’annessa Accademia di Belle Arti, dal
1993 al 1995 ha curato il settore Arti Visive del ”Guernica
Club” di Palermo. Dal 1998 è inserito e quotato nel
Dizionario Enciclopedico Nazionale d’Arte Contemporanea.
Recentemente delle sue opere sono state inserite nel
Catalogo “Artisti Italiani Contemporanei” a cura della Casa
Editrice SCIROCCOEDIZIONI.COM. A Giugno 2001, ha collaborato
alla installazione della scritta provocatoria “HOLLYWOOD”,
dell’artista internazionale Maurizio Cattelan, sulla collina
di Bellolampo a Palermo. Nel 2008, ha illustrato il volume
“Lu ncontru di li nciurii” del poeta e storico
caltabellottese Vincenzo C. Mulè, coadiuvandone con l’autore
un video dal titolo “di petra npetra di nciuria nciuria”,
con la presentazione critica del noto cantautore bolognese
Claudio Lolli. A breve, verranno pubblicate dei suoi studi
grafici sulla fisiognomica del noto ebreo converso
caltabellottese del XV secolo Samul Bulfarachio alias
Guglieimo Raimondo Moncada alias Flavio Mitridate, maestro
di Cabala di Pico della Mirandola, nella prestigiosa collana
“Machina Philosophorum” nel Volume del II Convegno
Internazionale di Studi sulla figura di Flavio Mitridate,
per conto del Comune di Caltabellotta (Ag), dell’Officina di
Studi Medievali di Palermo e del Dipartimento di Civiltà
Euro-Mediterranee della Facoltà di Lettere e Filosofia
dell’Università di Palermo, a cura del Prof. Mauro Perani
insegnante di Ebraico, all’Università di Bologna. Vive
ed opera (lontano dal branco) in un quartiere periferico di
Palermo.
Della sua attività artistica hanno scritto:
Giovanni Adelfio, Claudio Alessandri, Pino Arcario,
Francesco Carbone, Alberto Castiglione, Leonardo Cusumano,
Pinuccia Diecidue, Salvo Ferlito, Giacomo Glaviano, Mauro Li
Vigni, Claudio Lolli, Vincenzo C. Mulè, Francesca D.
Musacchia, Laura Oddo, Giuseppe Pantano, Clara Picciotto,
Salvatore Rizzuti, Daniela Thomas, Emilia Valenza. |
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OPERE DELL'ARTISTA
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Le Opere dell'artista
sono disponibili su Caltabellotta.com nella sezione
fotografica "Disegni". Clicca
qui per accedervi |
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RECENSIONI
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(…) Accursio Truncali
è un personaggio dall’animo nobile e dal sorriso
pronto che riesce a trasmettere una strana calma
nell’interlocutore; ma dietro questo sorriso e
questa tranquillità si cela l’uomo con i suoi
conflitti psicologici, che soffre per le numerose
iniquità di questa società, per l’impotenza di una
giustizia che non riesce ad essere tale.
E quest’uomo si tuffa nel mondo innocente del
bambino, in quel mondo dove spontaneità ed
essenzialità si fondono e danno origine ad un essere
più umano. Leonardo Cusumano, 1992
(…) Truncali non approda mai ad uno stile definito
eppure ne esiste uno, non predilige alcuni materiali
eppure non si allontana molto dall’uso di certi
prodotti, ma ciò che risulta determinante ai fini
della creazione della sua complessità figurativa è
la capacità di porre continuamente in dubbio se
stesso. Giungere in prossimità di un traguardo
ambito significa ottenere una gratificazione
personale incommensurabile, ma significa anche
allontanarsi irrimediabilmente dal proprio nucleo
creativo più autentico. Truncali sembra aver fatto
sua la lezione del grande filosofo dell’epoca
romana, secondo il quale sul passato la sorte ha
perduto ogni potere, diventando così la parte più
sacra e inviolabile del nostro tempo, ma ciò che
importa è invece il presente, tanto breve da poter
sembrare inesistente, sempre in movimento poiché
scorre, precipita, in definitiva, cessa di essere
prima ancora di arrivare. Nella loro capacità
decompositiva le opera di Truncali fermano il tempo
un attimo prima dell’arrivo del presente, l’unione
di quei singoli elementi arriverà subito dopo, ma
quello è già futuro. Mauro Li Vigni, 1992
(…) Nelle gallerie di livello lo spazio è
indecifrabile e i tratti essenziali di alcuni
personaggi diventano apocalittici e mostruosi. Qui
dove tutto si fa opaco, Accursio Truncali invoca
l’esperienza del sublime, con l’aiuto di attori
animaleschi e rudimentali, per sempre compromessi
con la cronaca. La materia fisica eccita figure
deboli, grovigli brulicanti, masse dilatate, persi
nel vertiginoso naufragio (ilinx). (…)Giovanni
Adelfio, 1993
(…) La produzione artistica di Truncali si muove nei
binari di una rappresentazione di matrice
dubuffettiana e legata ad un certo dadaismo tedesco.
Questo collage è insieme una pittura informale e una
trasformazione ironica della figura, è il frutto di
una più stretta fusione tra lezione di colore e i
materiali ritagliati, che diventano essi stessi,
campiture tonali sul foglio. (…) Emilia Valenza,
1993
(…) L’intuito di Accursio sta proprio qui: nel
cercare un approdo ad un mondo ideale, eterno,
passato e futuro, non questo presente, privo di
valori, di anima, per l’appunto. Quel che si
evidenzia in Accursio è infatti la confusione, il
caos, ma dalle sue opere traspare la coscienza del
passato e la ricerca di un futuro mediati dalla
disperazione del presente.
Un finale troppo pessimista? Ma a che serve la
stupida, ipocrita allegrezza che tiene a freno la
massa dei non pensanti?
Salvatore Rizzuti, 1994
A.T. : Accursio
Truncali. Oppure : Alessandro Turturici.
Iniziano allo stesso modo i loro nomi, così come, in
un certo senso, iniziano nello stesso luogo le loro
vite: a Caltabellotta, dall’arabo qal’at-ballut, “la
rocca delle querce”. Robusti come querce, infatti,
bisogna certamente essere, per riuscire ad
affrontare quel “mostro”terrifico che ciascuno di
noi ha dentro (…)
Accursio : implodente, macerante, irrazionale,
Alessandro esplosivo protagonista razionalissimo (…)
quanto sostanzialmente simili nella tensione
creativa che li spinge a rompere con le
cristalizzazioni del Banale e del Consueto. E’
questo- l’augurio di scovare ed impattare il mostro–
il messaggio che auspichiamo possano accendere nelle
coscienze le opere di questi due giovani artisti.
Daniela Thomas, 1994
(…) Disegni ad inchiostro nero: fluido magico,
racchiuso in un astuccio di gomma chiara; e a matita
(la grafite), minerale molto caro ad Accursio.
Strumenti indispensabili—assieme alla carta—che
uniti alla vena creativa e all’abilità tecnica,
aiutano l’autore “ a scovare, impattando quel mostro
terrifico che vive “dentro” di noi (D.Thomas),
dandogli un volto, rendendolo manifesto. C’è in
ultima analisi, una bella intuizione sentita e
suggerita: quella di mirare con precisione verso un
punto, un punto comune che dobbiamo forse ancora
individuare dentro e fuori di noi, nel nostro
sguardo, nella nostra espressione; come nello
sguardo e nell’espressione degli altri, al di là
delle barriere che innalziamo persino davanti a noi
stessi, nello specchio che ci riflette.
Francesca Donatella Musacchia, 1996
(…) I collages, le sculture e le grafiche di
Accursio Truncali, tendono,
appunto, a sottolineare l’evidente massificazione di
un mondo pervaso da pulsioni autodistruttive. L’uomo
è succube delle macchine e non sereno fruitore di
strabilianti conquiste esaltanti il genio umano,
giace impotente, fulminato in un “attimo infinito”a
prolungare un dolore universale che Truncali ben
sintetizza in sculture assemblando “le viscere” di
ciò che rimane di corpi metallici rimbombanti di un
vuoto freddo e pauroso, simulacri pietrificati di un
modernismo frainteso.(…)
Claudio Alessandri, 1997
(…) L’esperienza ha maturato in lui la possibilità
che qualsiasi elemento, naturale o creato dall’uomo,
può essere osservato attraverso l’occhio
dell’intervento intenzionale. Quando si esprime
attraverso le sue operazioni artistiche, siano esse
quadri o installazioni, Accursio ama raccontare
storie comuni a tutti gli uomini in modo non comune,
per dare la possibilità di vedere con occhio nuovo,
rappresentazioni oniriche dell’immaginario
collettivo che sembrano volerci dire: “ fermati un
attimo, lascia tutto, guarda e………. Enzo Mulè, 1998
(…) In Truncali, coesiste superbamente l’irrazionale
casualità del simbolo cartaceo– sottratto alle
pagine di riviste patinate o depliants di note
marche automobilistiche– e il contesto in cui lo
stesso si rimaterializza.Collages (pittorici), ma di
un colore brumale, assordante: aggettivi suggeriti
dagli elementi “scelti”. Collages vicini alla Mec
Art, in quanto “la pittura” viene fuori dai colori
tipografici anziché dai tubetti di colori
generalmente usati dai pittori. (…) Francesco
Carbone, 1998
(…) Truncali nega che i suoi assemblaggi e i suoi
collages nascano da una premeditazione, ma è
innegabile che il suo fare artistico soggiaccia ad
una linea guida: l’evidenziazione dei cortocircuiti
insiti negli attuali modelli di comunicazione. In
questa ricerca– forse incoscia– dei non sense,
l’artista agrigentino si riallaccia alla grande
tradizione avanguardista dadaista e surrealista,
rivitalizzandola con autonomi apporti personali.
E’sufficiente guardare l’enorme gallina di “Odalisk”,
immortalata nell’atto di covare una montagna di
cerchioni d’automobile, per rendersene conto.
Salvo Ferlito, 2001
(…) La mia conoscenza di Accursio Truncali e
delle sue realizzazioni artistiche, risale a
parecchi anni addietro ed è ancora viva in me una
sensazione di pressante curiosità, a destare vivo
interesse non furono solo le opere di Accursio, ma
Accursio stesso, il suo modo di esprimere le
sensazioni che lo avevano stimolato a creare
qualcosa di non convenzionale. Cercai allora di
studiare senza pregiudizi le opere di questo artista
mondando la mia mente da stili, tendenze e scorie
accademiche. Riuscii allora a comprendere? Ad
interpretare correttamente un’idea senza
“attossicarla” con dissertazioni vuote e forvianti
l’idea di Accursio? Non lo so ed ancor oggi me lo
chiedo, sempre in attesa di una controprova, una
specie di esame di riparazione che giungesse a fare
giustizia sulla mia idea e quella dell’artista. Oggi
mi si ripresenta l’occasione tanto attesa, le opere
realizzate da Accursio in questi ultimi anni
rispondono ai miei interrogativi, forse esaurendo
un’incertezza che meritava una conferma, quella
testimonianza intellettiva e quindi visiva che
giunge a veicolare idee e concetti finalmente
arricchiti da un pathos che tutto avvolge in un’aura
di pensieri puri, contenenti “l’idea” senza
esibizioni personalistiche di abilità espressiva;
solo concetti, colore violento e simbolismi che
affascinano nella loro cruda, spaventosa realtà. Fin
dalla notte dei tempi e presso quasi tutte le
popolazioni di nazioni che diffidavano di altre
civiltà difendendo con accanimento le loro identità
religiose e culturali, veri e propri baluardi
impenetrabili a qualsiasi influenza esterna e questo
per svariati secoli, il cerchio costituiva per tutti
un simbolo, anzi “il simbolo” della perfezione e,
prima ancora che figura geometrica tangibile,
simbolo astronomico, geografico e religioso. Che la
figura circolare sia il massimo della perfezione,
venne condiviso ed applicato nei più svariati campi,
eleggendolo a simbolo di tutte le civiltà
progredite. Accursio Truncali non nega questo
primato, ma dotato di grande creatività, dote
indispensabile per un artista, ma anche di profonda
razionalità, scorge nella forma circolare, non
l’aspetto esoterico e spirituale ma l’inizio di un
percorso lungo secoli e che gli esseri umani hanno
trasformato in un simbolo di distruzione universale.
Il simbolismo di Truncali non può basarsi sulla
“pura” forma circolare, ma la rappresenta con
l’evidenza disarmante di un cerchio d’automobile.
Una infinità di cerchi, piccoli, grandi, semplici ed
elaborati, tutti comunque mischiati in un caos che
confonde e terrorizza. Quei cerchi permettono alle
automobili di muoversi, di correre all’impazzata, di
uccidere sull’asfalto di una moderna autostrada o,
più subdolamente, sprigionando nell’aria che
respiriamo tonnellate di un veleno silente che
intossica e lentamente uccide, permettendo a milioni
di motori di sviluppare la loro micidiale potenza.
Ecco perché Accursio non vede in quei cerchi
simboli, più o meno, rappresentanti spiritualità. Il
culmine dell’evidenza dell’affermarsi di una società
schiacciata dalla frenesia produttiva, Accursio lo
raggiunge quando “assembla” cerchioni di automobili,
chiavi inglesi incrociate come ulne di una bandiera
pirata; perché quei simboli stanno ad indicare
sfruttamento, sofferenza e morte a solo vantaggio
per uno sparuto numero di super ricchi che, altro
elemento rappresentato occultano quel mondo
infernale, coprendo gli occhi di un neonato con due
cerchi di automobile, per impedirgli di guardare il
suo mondo che va in rovina? O per condizionarlo fin
dalla nascita come un diabolico “imprinting?”. Ed
ancora, corpi come contenitori privi di ogni
consistenza carnale ricolmi di quel simbolo,
altrettanto con il telefono, anch’esso saturo di
cerchi, collegato alla cornetta, cioè l’unico mezzo
per chiedere soccorso, con un filo di ferro spinato,
chiaro simbolo di costrizione, corporale, mentale e
spirituale. Straordinariamente efficace ad esprimere
l’idea di Truncali che cavalca un cavallo impazzito
che scavalca fiumi, burroni e montagne, pur di
affermare un concetto che ritiene, a ragione,
imprescindibile per donare all’umanità la residua
speranza di un riscatto che non è utilitaristico
egoismo, ma dono sublime all’intero Creato. Come
ignorare il sublime messaggio di questo solitario ed
eccentrico artista quando rappresenta una chioccia
che cova amorevolmente un cumulo di tondini
elegantemente traforati come splendidi gioielli e
che, invece, sono ancora una volta cerchi per
automobili che il calore del suo corpo dischiuderà
ad altri “micidiali cerchietti”. Il pericolo
atomico, le mostruosità della natura, uomini ed
uccelli illuminati da un sole malato che saetta i
suoi strali di fuoco, non per accarezzare, ma per
distruggere, corpi e speranze in un riscatto che
solo ascoltando le voci limpide come quella di
Truncali, si potrà sperare in un futuro che, forse,
non ci riguarderà direttamente, ma certamente i
nostri figli ed i figli dei loro figli fino al
naturale spegnersi del fuoco solare, fra milioni di
anni. Facciamo allora un esame di coscienza al
termine del quale potremo capire l’intimo senso
delle opere di Accursio Truncali apprezzandole come
chiari segnali di un futuro artistico sempre più
maturo, non intendo tecnicamente, quella
caratteristica è evidente e pregnante, ma nel
profondo del sentire cerebrale, costringendo gli
osservatori delle sue opere a comprendere l’arte
come veicolo insostituibile di cultura e quindi di
civiltà, di benessere e d’amore universale.
Claudio Alessandri, Scrittore e critico d'arte, 2007
(…) Accursio: salvarsi la vita con l’arte.
Piazza bella piazza, ci passò un artista…ho avuto la
fortuna d’incontrare Accursio Truncali a Palermo,
vidi i suoi ultimi lavori grafici dedicati al suo
paese natale, anzi ai suoi compaesani e alle
“nciurie” (ingiurie) che identificano gli stessi,
attraverso forme apocalittiche e ferocemente
delicate, che vivono di luce onirica. Pur essendo,
per sua natura un artista riflessivo, Accursio, come
uomo è perennemente elettrizzato, vive il suo tempo
con intensità…che difficilmente qualcuno può
andargli dietro…lui mi dice: “gl’incubi vanno
veloci, non posso perder tempo…devo raggiungerli per
dargli subito una forma… Ad Accursio, che forse non
sa come le sue parole fatte forma siano importanti
per me. Spero che anche le mie lo siano (state?) per
lui.
Claudio Lolli, Cantautore bolognese, 2008
(...) Ritrovo, dopo
molti anni, l'artista lasciato un 'semplice'
studente di discipline pittoriche. Ritrovo, dopo
molti anni, l'amico impegnato in un percorso di vita
che lo vede protagonista di azioni, concetti e
turbamenti espressi attraverso la pittura e la
scultura. Ritrovo Accursio truncali. L’uomo-artista
maturo e attento alle cose della vita esteriore e
della vita interiore, nonché della non-vita, ossia
quell’assurda condizione di angoscia e di degrado
verso la quale ogni creatura e ogni valore oggi
sembrano scivolare. Un piacevole ritorno al passato
attraverso un labirinto di ricordi, mentre
ripercorro immagini quasi crude e violente allo
sguardo: le sue opere. Esplosione di colori rosso
fuoco e d'azzurro, forza contro forza, la nostra
isola incandescente e antropomorfica, in un mare blu
che invita a riflettere e incita alla lotta contro
uno dei peggiori mali: la mafia. Con due occhi
smarriti che paiono ricordare non solo i nostri,
ancora attoniti ad osservare quanto è accaduto e
quanto ancora accade, ma anche gli occhi di chi ha
deciso di non voler più guardare per non soccombere.
Galleria di antropomorfiche figure da cui emerge il
turbamento nascosto dell’uomo. L’uomo immerso nel
nostro complicato post-moderno... ora ad accese ,
ora a fosche tinte... figura senza braccia,
incatenata, assemblata ad ingranaggi che la rendono
prigioniera...ora animale, ora creatura...ora
sorretta da bulloni e molle ora inglobata un più
definito manichino di donna rivestito da originali
corpetti di uno strano pizzo: innumerevoli
copricerchi, laddove ogni cerchio si richiude
disperato e al contempo armonico, nell’attesa che
tutta la forza di entrambi (uomo e donna) possa
ritornare alla natura, al ventre materno, alla
fusione totale, all’amore. Così era Siso già da
allora, profondamente perduto nel dilemma
universale: credere o non credere,amare o non amare,
perché ci siamo, chi siamo, cosa dobbiamo fare? E
muovendo da un'analisi puramente semantica del
titolo dell’opera 'Mio Car Dio' se ne ravvisa
l'essenza 'non visibile agli occhi', il pensiero
estremo che da sempre ne agita l’animo, che fonde
l'immagine del 'miocardio' col significante nascosto
di esso: MIO CARO DIO... sacralità e anatomia che si
fondono quasi in una supplica alla ricerca di un
perchè e, in assenza di risposte, quasi un
disconoscimento del Supremo: atri e ventricoli
contro fiamme d'amore nel petto dell'unico Uomo che
l'umanità fatica a riconoscere, in un tempo in cui è
diventato difficile credere...
L'uomo e l'eterna questione della vita e della
morte...il fine ultimo, il senso non compreso
nell’attesa spasmodica, nel profondo dualismo che
muove ogni sua opera , contrapponendo gli aspetti
della vita dell’ uomo stesso ora conclamato artista.
Il vecchio ‘compagno di scuola’ (seppure di una
scuola diversa) e dell’adolescenza, con il quale ho
condiviso momenti di pensiero assoluto, di
meditazione e anche di tanta allegria, lungo quelle
strade che portavano al futuro. Aspettavamo anche
allora, volando come Dedalos con ali di cera, non
sospettando con piena consapevolezza che un giorno
ci saremmo dovuti fermare a riflettere se seguire la
freccia indicante il suolo a cui ancorarsi o se
riprendere il volo. Forse entrambe le cose,
alternandosi tra due poli che ancora concorrono a
far crescere l’uomo e a consolidare l’artista, in un
viaggio che non avrà mai fine, tra volti che ruotano
nel colore, occhi sgranati e sorrisi in smorfie di
raccapriccio…
Ma in tutto questo emerge una speranza: una croce la
quale, seppure installata in un luogo
tendenzialmente opposto,( semplice dualità
conflittuale o lotta per affermare il vero potere
uomo contro Dio?) ne esemplifica quella positività
che è prerogativa delle persone profonde e speciali:
forse qualcosa c’è al di sopra di tutto, a guidare i
passi dell’umanità. Nell'attesa di questo qualcosa
che possa dare una ragione all'agonia in cui il
nostro post-moderno si attarda, la sua arte, seppure
accompagnata da un grande talento, diventa
sublimazione e catarsi, mentre il tempo pare
fermarsi come impigliato in uno scenario innaturale
e desolato, in cui solo antropomorfiche sagome ne
indicano la rapida evoluzione verso un divenire che
dia un senso alle cose. Che ne giustifichi
l'esistenza. Che ne avvalori l'ipotesi della
ricerca, dell'introspezione e della lotta. E,
soprattutto, che ne smussi il turbamento. Dando
piccole felicità, 'en attendant'. Per il resto,
lascio ai competenti in materia ogni altro dire...
Siso è Siso, nelle sue opere così come nella vita,
l'artista che non finirà mai di ricercare il senso e
l'essenza d'ogni cosa… L’artista che non finirà mai
di stupirci.
Rosa Bavetta (Scrittrice) |
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MOSTRE
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Mostre personali:
1983 Grafiche e Pitture - Festa de l’Unità,
Caltabellotta (Ag)
1984 Grafiche e Pitture - Festa de l’Unità,
Caltabellotta, (Ag)
1984 Grafiche, Pitture, Collages... - Municipio,
Ribera (Ag)
1992 Appunti di viaggio - Collages ed
altro, Caltabellotta (Ag)
1993 Truncali o della transitorietà dell’opera
d’arte, Palermo
1993 Truncali/Ganci-1x1, Guernica Club, Palermo
1994 Truncali/Turturici,Tracce e Memorie, Monreale,
(Pa)
1996 Ritratti: in profondità, nelle viscere, Badia,
Caltabellotta (Ag)
1999 Incontro: Mulè/Truncali, Sant’Anna di
Caltabellotta (Ag)
2001 accursiotruncali, in itinere…, Villa Niscemi,
Palermo
2007 Triantropika, Badia, Caltabellotta (Ag)
2007 1° Festival dei Giovani, PalaOreto, Palermo
2008 Selezione d'autore, Ex noviziato dei Crociferi,
Palermo
Mostre Collettive:
1985 Grafica e Fotografia, Biblioteca Comunale,
Caltabellotta, (Ag)
1986 Futuro è già, Accademia di Belle Arti, Palermo
1987 Futuro è già 2, Accademia di Belle Arti,
Palermo
1988 Il cavallo immaginato, Fondazione Whitaker,
Palermo
1988 Futuro è già 3, Accademia di Belle Arti,
Palermo
1992 Indiani d’America, Palermo e Caltabellotta, (Ag)
1992 Ass. ex A.C., Ars Nova, Real Ospizio Giachery,
Palermo
1993 Rassegna di artisti contemporanei, Casteldaccia
(Pa)
1993 V Mostra Malacologica “Mandralisca”, Cefalu’, (Pa)
1994 Maggio alla Magione, Piazza Magione, Palermo
1994 Il segno di un’arte, Real Albergo dei Poveri,
Palermo
1996 Qal’at Art, Badia, Caltabellotta, (Ag)
1998/99 Premio Internazionale Permanente “OGGIFUTURO”,
Reggio Calabria
1999 XXX Premio Primavera, Mostra Nazionale di
Pittura e B/N, Foggia
1999 Mostra Internazionale d’Arte Contemporanea,
Mesola (Ferrara)
2000 8° Festival Internazionale di Pittura
Contemporanea, Sanremo (Imperia)
Riferimenti Bibliografici:
1983 Grafiche e Pitture, Festa de l’Unità
Caltabellotta- Presentazione in catalogo di Pino Arcario
1984 Grafiche, Pitture e Collages, Palazzo
Municipale Ribera- Presentazione in catalogo di Pino
Arcario
1985 Grafiche e Fotografie, Biblioteca Comunale
Caltabellotta- Presentazione in catalogo di Vincenzo
Mulè
1986 Futuro è Già, Accademia di Belle Arti Palermo,
Presentazione in catalogo di Francesco Carbone
1987 Futuro è Già 2, Accademia di Belle Arti
Palermo, Presentazione in catalogo di Salvatore
Provino
1988 Futuro è Già 3, accademia di Belle Arti
Palermo, Presentazione in catalogo di Aurelio Buono
1992 Indiani d’America, Circolo di Cultura “Italia”
Caltabellotta, Presentazione in catalogo di Daniela
Thomas e Vincenzo Mulè
1992 Indiani d’America, Associazione Culturale
“Picasso” Palermo, Presentazione in catalogo di
Francesco Carbone
1992 Appunti di viaggio, Circolo di Cultura “Italia”
Caltabellotta, Presentazione in catalogo di Leonardo
Cusumano e Vincenzo Mulè
1993 Truncali o della transitorietà dell’opera
d’arte, Associazione Culturale “Picasso” Palermo,
presentazione in catalogo di Mauro Li Vigni
1993 Un mese a Palermo mensile, Palermo,
presentazione di Mauro Li Vigni
1993 Truncali-Ganci 1X1 Guernica Club, Palermo,
presentazione in catalogo di Giovanni Adelfio
1993 Truncali, quando l’incoscio trasforma in un
incubo la realtà…Giornale di Sicilia, Emilia Valenza
1993 Rassegna di Artsti contemporanei, Casteldaccia
(Pa) presentazione in catalogo di Francesco Carbone
1993 V Mostra Malacologica Museo “Mandralisca”,
Cefalù (Pa) presentazione in catalogo AA.VV.
1994 Tracce e Memorie Truncali-Turturici,
Associazione Culturale “A. Pantaleo” Monreale (Pa)
presentazione in catalogo di Salvatore Rizzuti e
Vincenzo Mulè
1994 Il segno di un’arte, Real Albergo dei Poveri,
Palermo, presentazione in catalogo di Giusi Bertini
e Francesco Carbone
1994 Nell’avventura del segno,Palermo Mensile della
Provincia, presentazione di Laura Oddo
1996 ritratti in profondità, nelle viscere, Badia
Caltabellotta (Ag) presentazione in catalogo di
Francesca Donatella Musacchia e Maria Iacono
1996 l’Otto&Mezzo mensile, Sciacca (Ag)
presentazione di Giacomo Glaviano
1998 City News Caltabellotta (Ag) presentazione di
Paolo Fisco
1998 Premio internazionale “OGGIFUTURO” Reggio
Calabria presentazione in catalogo AA.VV.
1999 INCONTRO Mulè-Truncali, Sant’Anna di
Caltabellotta presentazione in catalogo degli autori
1999 OggiSicilia quotidiano, le foto e collages di
Mulè e truncali, presentazione di Clara Picciotto
1999 XXX Premio primavera-Mostra Nazionale di
Pittura e B/N Foggia, presentazione in catalogo
AA.VV.
1999 Mostra Internazionale d’Arte Contemporanea 7°
Premio “R: Brindisi” Mesola (Ferrara) presentazione
in catalogo AA.VV.
2000 8° Festival Internazionale di pittura
Contemporanea, Sanremo (Imperia) presentazione in
catalogo AA.VV.
2001 accursiotruncali, in itinere… villa Niscemi,
Palermo, presentazione in catalogo di Francesco
Carbone
2001 Accursio Truncali, Mediterraneo Magazine,
presentazione di Salvo Ferlito
2001 Volume Arte Italiana dal Novecento ad oggi,
AA.VV.
2007 Triantropika, Badia Caltabellotta(Ag)
presentazione in catalogo di Claudio Alessandri
2007 1° Festival dei giovani, Palaoreto Palermo,
presentazione in catalogo di Alberto Castiglione
2008 illustrazione del Volume “Lu ncontru di li
nciurii” di Vincenzo Mulè, presentazione di Vincenzo
Venezia e Alberto Castiglione
2008 DVD “di petra npetra di nciuria nciuria,
presentazione di Claudio Lolli
2008 La Voce mensile Caltabellotta (Ag)
presentazione di Pinuccia Diecidue
2008 Momenti mensile Ribera (Ag) presentazione di
Pinuccia Decidue
2008 Balarm.it mensile Palermo, presentazione di
Rabio Ricotta
2008 Selezione d’Autore, mostra Nazionale d’Arte
Contemporanea, ex Noviziato dei Crociferi alla Kalsa,
presentazione di Sebastiano Caracozzo |
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